Gli Opposti s’attraggono…il SALMONE incontra il CUMINO

gen 05 | by Betty

Grazie al contest di Genny, ho potuto riflettere anch’io sull’amicizia, sulla sua importanza che spesso, Io per prima, mi scordo. L’Amicizia ha molteplici forme e colori e soprattutto sapori e profumi. L’Amicizia riesce a fondere gli opposti caratteri creando qualcosa di unico. Questo è quello che è successo a me e Vale.

In classe insieme dalla prima elementare alla quinta, anni di non frequentazione e poi grazie ad un concerto di Francesco Guccini ci siamo ritrovate e da allora abbiamo un baule pieno di ricordi unici e preziosi.

Siamo completamente diverse, con visioni ed interessi che potrebbero fare a botte ma che nel nostro caso si sono sempre dati la mano :-D

La diversità è ricchezza creativa e permette di plasmare qualcosa di unico, come le ricetta che abbiamo creato PANE AL PROFUMO D’INDIA  con CREMA DI SALMONE E PROSCIUTTO una ricetta che sa di Noi e parla di Noi.

PANE AL PROFUMO D’INDIA

 

300 gr. Farina speciale per pizze

150 gr. Farina integrale

100 gr. Farina di farro

50 gr. Fioretto di mais

150 gr. yogurt greco

25 gr. Miele millefiori

25 gr. Malto d’orzo

15 gr. Pasta acida essicata

15 gr. Sale

4 gr. Bicarbonato

50 gr. Noci tritate grossolanamente

1 cucchiaio olio evo

300 gr. Acqua tiepida

q.b. Semi di sesamo

q.b.semi di senape

1 cucchiaio di cumino

Mescolare in una ciotola la farina speciale per pizze e quella integrale, aggiungere la pasta acida, miele, malto, yogurt e l’acqua tiepida. Amalgamare gli ingredienti ottenendo un impasto morbido e cedevole. Copritelo con un canovaccio umido e lasciatelo fermentarre per tutta la notte a temperatura ambiente.

A fermentazione avvenuta, unite la farina di farro, fioretto di mais, noci, cumino, olio e sale. Lavorate nella ciotola gli ingredienti con le mani per almeno 5 minuti.

Incorporate il bicarbonato e lavoratelo per altri 5 minuti energeticamente sempre nella ciotola.

Imburrate 2 stampi per plumcake e cospargete con semi sesamo uno e l’altro con semi di senape.

Dividete l’impasto fra i due stampi, cospargete la superfice con i semi di sesamo e di senape.

Scaldare il forno a 170° e a forno a temperatura infornate per 30 minuti circa. Sfornate, fateli riposare per 5 minuti e sformate i pani poggiandoli su una gratella. Affettali una volta raffreddati.

 

CREMA DI SALMONE E PROSCIUTTO

200 gr. Salmone affumicato

100 gr. Prosciutto cotto

100 gr. Burro freschissimo

4 cucchiai di panna da cucina

succo di mezzo limone

q.b. Sale

q.b. Pepe

Tagliare a pezzetti il salmone e il prosciutto.

Frullarli finemente insieme al succo di limone e versare il composto in una ciotola.

Lavorare in una ciotola il burro fino a renderlo spumoso e aggiungerlo al composto di salmone e prosciutto quindi, inserire la panna, sale e pepe. Amalgamare il tutto e lasciare riposare fino a circa mezz’ora prima di servirla.

Con questa ricetta Io e Vale partecipiamo al contest di Genny:

                                                                                       

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Compleanno, Ulisse e CartoNina

nov 17 | by Betty

Qualche settimana fa ho avuto l’occasione di sperimentare nuovi piatti, preparando una cena di compleanno per Mauro, nel suo bellissimo centro Om Shanti Ayurveda.

Il menù era composto da:

Ciotoline del Pastore Sardo
Lasagne dei Pensieri d’Autunno
Felicità di Seppie su Armonia di Verdure
Torta Abbraccio Yin & Yang

Qui sotto trovate i piatti che non rendono, nel loro splendore e bontà, a causa della poca luce ed il poco tempo per fotografarli ;-D

Di tutte le mie creazioni fatte, ho deciso di postare la ricetta delle Ciotoline del Pastore Sardo, ricetta imparata durante il corso Cibo&Vino tenuto dal cuoco Andrea Frattini al mercoledì sera al Twiggy.

CIOTOLINE DEL PASTORE SARDO

800 gr. di lenticchie lessate
400 gr. di yogurt greco
2 cucchiani di Tahin
Succo di un limone
q.b. aglio
q.b. olio evo
q.b. sale
q.b. peperoncino
q.b. finocchietto
q.b. pane carasau
Accendere il frullatore e buttare gradatamente: lenticchie, sale, peperoncino, yogurt, aglio, finocchietto, tahin, succo di limone. Versare nelle ciotole decorare con il pane carasau e terminare con un filo d’olio evo.

Per dare un ulteriore tocco di magia alla serata ho portato con me Ulisse: spaventapasseri nato dall’ingegno creativo de lo staff La Via di Casa durante la giornata Funghi e Zucche tenutasi a Cuirone (VA) il 3 ottobre 2010.

Ulisse mi ha spiegato che Lui era nato con uno scopo ben diverso rispetto agli altri spaventapasseri, non era fatto per stare in un campo, Lui aveva una missione: girare il mondo! Così Ulisse ha vissuto da me per quasi un mese per poi partire per la volta di una nuova destinazione, in questo caso l’Om Shanti Ayurveda. Dato che non siamo in molti a parlare la lingua degli spaventapasseri, Ulisse mi ha chiesto se poteva portare con se una CartoNina che gli avrebbe fatto compagnia e su cui ha scritto il suo messaggio d’amore, scopo dei suoi viaggi.

Ad Ulisse auguro che il suo viaggio non abbia mai fine e che incontro, dopo incontro Lui possa avere un amico in più ed una scia di polvere di stelle dietro di Lui… Buon Viaggio Ulisse!

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La Parmigiana di CONFORTO

ago 21 | by Betty

Ci sono giorni in cui il tuo spirito ha bisogno di conforto perché ricevi una notizia poco piacevole, quel sassolino nella scarpa che continua a darti fastidio, il tuo capo che ti stressa oppure semplicemente desideri coccolarti, rilassarti, fermarti e dedicarti un po’ a Te. La cucina aiuta molto in questo caso. Molti sono i “brodi caldi per l’anima” che si possono preparare e in estate  l’orto offre molti spunti di riflessione sul dafarsi.

Ultimamente il mio gusto predilige ricette light con verdure, pesci e formaggi freschi leggerissimi. Penso che i cambiamenti di una persona si riflettano anche nei gusti culinari. “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei!”, ma quanto è vero! Le persone povere di cuore, chiuse nel loro guscio, che annacquano nell’accidia, vivendo la loro massima espressione guardando un talk show serale e divorando giornali che trasudano di pettegolezzi, hanno un varietà culinaria piatta, mangiano sempre le stesse cose, possibilmente piatti pronti surgelati …

Che tristezza che mi fa tutto questo!

Invece i danzatori della vita, rivelano la loro anima gioiosa con piatti che sanno di sole, come la Parmigiana della Esther, mi piace guardarla mentre la prepara perchè mette allegria :-D

Pensando alla Esther e alla Sua Parmigiana ho preparato una mia versione light con formaggio fresco di capra e pecorino sardo, l’ho preparata pensando a un’amica che recentemente ha perso un caro amico, perché Io metto la Parmigiana in quei piatti di conforto nei momenti no.

PARMIGIANA CON MELANZANE DELL’ORTO DI GUERRINO

1 kg. melanzane

600 gr. pomodori freschi maturi

100 gr. pecorino sardo

200 gr. formaggio fresco di capra

q.b. olio extra-vergine d’oliva

q.b. sale

q.b. pepe

Tagliate a fette spesse un centimetro e mezzo le melanzane lavate e mettetele a strati in uno scolapasta con del sale grosso. Poggiate sopra un piatto con sopra un peso e lasciatele la notte a perdere l’amaro. Sciacquatele e strizzatele bene e poi mettetele nel forno a 190° sulla griglia per circa dieci, quindici minuti. Le melanzane dovranno ammorbidirsi ma non scurirsi. Tuffate i pomodori nell’acqua bollente e teneteli per qualche minuto, poi passateli nel passaverdure e poneteli in una pentola con un filo d’olio, del sale e qualche foglia di basilico. Fate cuocere per mezz’ora. Affettate il formaggio di capra e grattugiate il pecorino. In una teglia mettete un mestolo di pomodoro poi cominciate ad alternare strati di melanzane, formaggio, salsa di pomodoro e pecorino grattugiato fino ad esaurimento. Finite con uno strato di sugo e abbondante pecorino grattugiato. Mettete in forno a 200° per 45 minuti finché non si sarà fatta una crosta sulla superficie.

LA MELANZANA NELL’ORTO DI GUERRINO

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Giorno d’Estate…

lug 15 | by Betty

Oggi ricomincio a postare dopo una pausa ricca di novità e cambiamenti: nuove attività lavorative, i traguardi in ambito teatrale, nuove conoscenze e nuove prese di coscienza.

Oggi fa caldo ma non mi disturba più di tanto, perché é giorni che sono immersa in mille pensieri e mille considerazioni e la mia anima vola al di sopra dell’afa.

Ritengo d’aver raggiunto una nuova e felice tappa di comprensione e tutte le mie elucubrazioni spirituali e non le ho messe in opera attraverso le Tortillas.

La Tortillas un cerchio perfetto come é la Vita :-D

Tortillas (dedicate a Gianni ;-) )

400 gr. bistecche di fesa di tacchino o petto di pollo
2 spicchi d’aglio
q.b. salsa Worcester
1 lime o 1 limone
1 cucchiaio di semi di cumino
1 peperoncino rosso piccante
1/2 peperone rosso, giallo e verde
1 cipolla rossa
4 tortillas
q.b. olio extra di oliva
q.b. Sale
q.b. pepe

Tagliare il tacchino o pollo a pezzi, aggiungere il cumino, unire gli spicchi d’aglio tagliati sottili, poi il peperoncino tritato, sale e pepe, spremere il lime o limone ed aggiungere alla fine la salsa Worcester. Mescolare il tutto e lasciarlo a marinare in frigo per 1 ora.
Tagliare le verdure i peperoni in maniera tale di creare delle strisce. Tagliare la cipolla a tondini, cuocere i peperoni e cipolla insieme per 7-8 min su una griglia. Portare tutto in una padella, aggiungere il tacchino con la sua salsa e far cuocere tutto insieme.
Scaldare le tortillas in una padella, (le tortillas devono essere soltanto stiepidite, non tenere troppo sul fuoco perchè si induriscono). Fatto tutto questo riportare sui rispettivi piatti e ci aggiungere il tacchino o pollo, arrotolare e servire.

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Riflessioni con in mano una Frittella di Tarassaco

mag 28 | by Betty

Sperimentare, sperimentare, sperimentare! Questa é la parola d’ordine nella mia cucina da più di un mese, ma non solo. In un mese una vita può cambiare se ci lasciamo trasformare dal flusso dolce ed amorevole del fiume della vita, ma Noi esseri umani siamo refrattari ai cambiamenti, quindi spesso e volentieri sbattiamo la porta in faccia ad occasioni di miglioramento, perché alla fine si prova un piacere perverso ad iniziare la litania di ciò che non va in noi per colpa sempre di qualcun’altro o qualcos’altro. Questo é il cuore del problema ed anche la Sua soluzione: far tacere la mente che brontola e cominciare a fare ogni giorno un piccolo passo di miglioramento, smettendo di dire “Ma non so come fare!” e comprendendo che dietro a questa frase c’è la nostra paura ad assumere i rischi. Segue

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Emozione chiama Meraviglia

apr 21 | by Betty

Primo post sul MIO SITO: che emozione!!! :-D

Emozione che si unisce alla Meraviglia nel leggere ne La Prealpina di oggi l’articolo che, la simpatica e gentilissima giornalista, Lucia Landoni ha scritto dopo l’intervista fatta qualche giorno fa a me ed Esther :-D

Quindi per l’occasione ho preparato la Ciambella alle fragole con petali di rosa (con cui ho deliziato gli allievi della SOS). La ricetta l’ho trovata sul numero di marzo di Cucina Naturale e l’articolo era curato dalla bravissima Virginia Portioli a cui va anche il mio in bocca al lupo per l’imminente giorno delle nozze: Virginia ultima intensa settimana goditela tutta (per esperienza personale la più bella :-D ).

CIAMBELLA ALLE FRAGOLE CON PETALI DI ROSA

350 grammi di fragole
320 grammi di farina di riso più 2 cucchiai per le fragole
200 grammi di zucchero di canna più 2 cucchiai
200 grammi di yogurt bianco
160 grammi di burro
2 uova
3 roselline essiccate edibili, acquistabili in erboristeria (oppure 5 grammi di petali secchi)
1 bustina di lievito
q.b. sale integrale
q.b. farina e burro per lo stampo

Tagliate in quattro 200 grammi di fragole, poi infarinatele e mettetele da parte. Riunite in una ciotola gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito, una presa di sale, le roselline (o i petali) ben pestate in un mortaio. Amalgamate, a parte, il burro precedentemente fuso a bagnomaria, insieme allo yogurt e alle uova. Incorporate poi gli ingredienti secchi e mescolate. Aggiungete le fragole infarinate e mescolate ancora per qualche secondo. Il composto deve rimanere grumoso e piuttosto asciutto, perché le fragole in cottura rilasciano molta acqua. Versate il composto in uno stampo da ciambella già imburrato e infarinato, decorate la superficie con le restanti fragole tagliate in due e cospargete un paio di cucchiaiate di zucchero di canna. Informate a 175° per un’ora circa. Dopo mezz’ora, coprite lo stampo con un foglio di alluminio per evitare che secchino troppo le fragole in superficie.

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Il Cuore di Esther

apr 18 | by Betty

Alle volte la vita é strana ed imprevedibile, ti toglie certezze che al momento ti fanno urlare al cielo il tuo disappunto, ma poi ti guardi intorno e t’accorgi d’essere in posti magici che da sempre cercavi con anime belle che danno risposte alle tue domande.
Quando, anni fa, cominciai il mio percorso biodanzante, il mio insegnate d’allora, Ugo Rizzo, alla prima lezione ci disse: “La Biodanza é per molti ma non per tutti. Il percorso che state per intraprendere Vi farà comprendere la bellezza della vita e cosa si perde ad essere Anime tiepide.” Un’Anima tiepida é il rospo bollito di cui parla Barbara. Dell’Anima tiepida ne parla anche il Santo Curato d’Ars: “Un’anima tiepida non è ancora totalmente morta agli occhi di DIO. In essa la fede, la speranza e la carità non sono ancora totalmente spente, ma sono: una fede senza zelo, una speranza senza fermezza, una carità senza ardore. L’anima tiepida ascolta la parola di DIO, ma spesso si annoia, l’ascolta con fatica, per abitudine come una persona che è convinta di saperne già abbastanza… L’anima tiepida è piena di buoni desideri,ma non modifica in nulla le sue cattive abitudini. Al mattino un’anima tiepida non si occupa del buon DIO e della propria salvezza eterna, ma pensa soltanto a lavorare molto… Quando fa qualche buona azione è solo per far piacere a qualcuno, per compassione o per essere ammirata. Non smette di frequentare i sacramenti di assistere regolarmente alle funzioni, ma lascia trasparire che il suo amore a Dio non è al primo posto nel suo cuore.”
Il rumore del Mondo fà di tutto affinché l’essere umano sia un’anima tiepida e molti lo sono per tutta la vita senza nemmeno accorgersi, ormai sordi ed insensibili ai terremoti dell’anima, ma chi come me ha scelto, nonostante sia la strada più facile, di non esserlo e comprende che avere coraggio non é non avere paura, ma riconoscerla ed andare oltre, si trova immerso nella MERAVIGLIA. Sul sentiero della Meraviglia, Io ho incontrato Esther, una bellissima e solare donna, con cui ho il piacere di condividere l’amore per la cucina. Ho passato una bellissima settimana nella Sua cucina piena di colori profumati di chiacchiere fra amiche che confermano che tutto ciò che crei e fai con Amore ha poteri magici. Cucinare con Esther e quello che Rolando Toro definiva una vivencia ed é stata un’esperienza che mi conferma che sono sul sentiero giusto perché ogni cellula del mio corpo si é sentita onorata d’aver contribuito col proprio operato alla splendida settimana intensiva della Scuola dell’Opera e del Servizio. Vedendo la commozione di Esther al saluto finale agli alievi mi é tornato in mente questa frase “Il Sentire del Cuore ha sempre ragione.” Grazie Esther per avermelo ricordato.

Tarte Tatin

200 g di farina
3 cucchiai di latte
100 gr. di burro
1 tuorlo
q.b. sale
1,5 kg di pere
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero
q.b. succo di limone

Con farina, latte burro e l’uovo (solo il tuorlo) preparare una sfoglia di pasta brisée. Sbucciare le pere, dividerle in quarti o meglio, in ottavi e togliere il torsolo. Metterle in una terrina con acqua acidulata con succo di limone, altrimenti anneriscono. Prendere una teglia da 25 cm., imburrarla totalmente con grande abbondanza (uno strato di perlomeno due millimetri) usando tutto il burro e cospargerla completamente di zucchero, sul fondo e sui lati, formando uno strato consistente. Disporre gli spicchi di pera nella teglia, con delicatezza, senza smuovere lo strato di zucchero, uno vicino all’altro e leggermente sovrapposti, in modo da formare una corona. Continuare a riempire la teglia sino a riempire tutte le fessure ed a coprire tutto il fondo. Mettere la teglia sul fuoco dolce per circa 15 minuti e comunque sino a che non vedi affiorare leggermente le prime tracce di zucchero caramellato (cioè, bruno). Le pere devono cuocere un pochino, ma solo un pochino: non devono sfarsi. Spegnere la fiamma e coprire le pere con la sfoglia di pasta brisée, rimboccando leggermente tra le pere ed il bordo della teglia. Infornare a 180°, per circa 15 minuti, sino a quando la pasta prende colore. Tirare via la teglia dal forno, metterci sopra un piatto da portata e rovesciare.
La torta che va mangiata tiepida, se non la si serve subito, scaldarla prima di portarla in tavola, per qualche minuto.

Ricetta apparsa nella newsletter di QBSPACE di Venerdì 26 Marzo 2010.

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E’ quasi mezzanotte… del 5 Aprile 2010

apr 16 | by Betty

Un anno, 365 giorni, 4 stagioni… e molto ancora da fare.
Fra molte macerie ancora da rimuovere, ci sono anche molti fiori, piccoli gesti di rinascita che danno speranza di nuova vita.
Questa mia piccola e semplice crema, bianca come una colomba, é d’accompagnamento alla favolosa Colomba delle Sorelle Nurzia.

Crema della Soffice Colomba

8 albumi
500 grammi di ricotta
200 grammi di zucchero a velo

Montare gli albumi a neve durissima con metà dello zucchero. In una ciotola mantecare la ricotta con lo zucchero rimanente e unire delicatamente gli albumi montati.
Servire su una fetta di colomba.

Io mi auguro che le 99 Colombe nei mesi che verranno possano continuare a volare sempre più alte nel cielo e con Loro, l’Abruzzo.

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Ultimi bagliori invernali

mar 16 | by Betty

Ultimamente, latito un po’ dal mio blog a causa di vari lavori in corso. Ho in arretrato diverse ricette “scalda inverno” che prima dell’arrivo del 21 Marzo 2010, mi sono ripromessa di postare. Quindi bando alle ciance e partiamo!

Ravioli al radicchio di Chioggia

- 1 kg di ricotta di pecora
- 1 kg di radicchio di Chioggia
- 2 cipolle di Tropea
- 3 uova grandi
- 300 gr. di parmigiano reggiano
- un profumo di pepe nero e noce moscata
- olio e.v.o.

Per il condimento:

- Burro, salvia fresca, cubetti di pancetta

Per la sfoglia:

- ½ kg di farina di grano duro
- ½ kg di farina 00
- 10 uova

Far rosolare la cipolla affettata sottilmente in olio e.v.o., unire il radicchio tagliato a striscioline sottili salare e pepare. Mescolare, coprire e lasciar stufare per diversi minuti.
Il radicchio deve arrivare a ”sfarsi”. Terminata la cottura, togliere il coperchio, far evaporare l’eventuale liquido in eccesso e lasciar raffreddare il tutto. A questo punto, in un ampio contenitore lavorare bene la ricotta, aggiungere il composto di radicchio, le uova (una alla volta), il parmigiano, e una grattatina di noce moscata. Porre il tutto in frigorifero a raffreddare. Preparare una sfoglia con uova e farina e tirarla ad uno spessore di un millimetro circa (comunque non deve essere eccessivamente sottile altrimenti i ravioli si rompono durante la cottura) tagliare con il tagliapasta e questo punto con un cucchiaio fare dei piccoli mucchietti di composto di radicchio e ricotta ben distanziati gli uni dagli altri. Rivoltare un lembo di pasta al di soprafar sigillare bene con la pressione delle dita. Al momento opportuno portare ad ebollizione abbondante acqua salata, immergervi i ravioli per pochissimi istanti e condire con burro e salvia (fatti scaldare precentemente) e guarnire con cubetti di pancetta rosolata. Portare subito in tavola, aggiungere parmigiano reggiano a piacere.

Ricetta apparsa nella newsletter QBSPACE di Venerdì 5 Marzo 2010.

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Il lento movimento del fare la pasta

mar 01 | by Betty

Impastare é come una sorta di meditazione, Tu impasti e la tua mente vaga, vola, si rilassa ed i problemi diventando più leggeri meno martellanti e cambiano forma e colore e spesso diventano soluzione, chiave di svolta.

Qualche giorno fa mentre preparavo la ricetta sotto postata, mi caduto l’occhio su un foglio attaccato al mio frigo da circa tre anni: un messaggio stampato su migliaia di locandine lasciate da una sconosciuta nel Dicembre 1991 nella metropolitana di Parigi.

“All’ora attuale, c’è un immenso cambiamento vibrazionale nella e sulla terra e tutte le forme di vita risentono dell’aumento dell’energia spirituale a mano a mano ch’essa penetra i regni interiori.
L’effetto accelera l’evoluzione degli schemi comportamentali, sia positivi che negativi.
Ci sarà apparentemente un marcato aumento del negativo fintanto che tali schemi non siano elaborati e liberati. Come la polvere è rimossa agitando un oggetto rimasto per lungo tempo immobile.
Sappiate che durante questa pulizia una forza interiore apparirà. Riceverete vibrazioni Divine come mai prima e dovrete fare attenzione a stabilizzare continuamente la vostra energia per essere pronti al prossimo cambiamento e a quello successivo.
Questi cambiamenti arriveranno come onde che si avvicinano senza posa le une alle altre. Lasciatevi andare e non fissatevi su ciò che in voi non va.
Vi sentite pesanti? Scoprite i vostri fardelli e lasciateli cadere! Trovate il cibo ingombrante, i pensieri gravosi, le abitudini confuse, le persone spossanti? Liberatevi ed elevate la frequenza del vostro corpo fisico.
Accordatevi al cuore più puro della Madre Terra e lì fate vibrare dolcemente il vostro corpo.
Sappiate che non vi è alcun mezzo per evitare la trasformazione e nessuna ragione di averne paura. E sappiate anche che ora ogni resistenza alla verità avrà delle ripercussioni immediate.
Siate quanto più possibile coscienti del processo. Cooperate con l’ordine elevato di cui fate parte. Osservate i mutamenti e l’aumento dei movimenti.
Vedrete un flusso rapido, al punto che sarà difficile seguire le novità, i progressi in svariati campi e particolarmente la degenerazione dei sistemi, delle credenze, delle organizzazioni.
Il segreto è di semplificare, raccogliersi, essere un canale per tutte le elevate energie di Amore e Verità che ora penetrano il pianeta.
Divenite sempre più puri e abbiate fiducia nell’espressione spontanea che viene dal cuore. In questo modo la vostra sensibilità aumenterà, come anche la capacità dei vostri nervi, ghiandole e corpo sottile di dirigere i voltaggi crescenti senza rimanere bruciati.
Non abbiamo più il lusso di un processo d’assimilazione lento e graduale. Coloro che saranno nel senso del cambiamento saranno stimolati da livelli superiori a domandare l’accesso a capacità accresciute. I vostri corpi si trasformeranno.
Meditate spesso e raccoglietevi costantemente nell’unità e il momento presente.
Aprite il vostro cuore, rafforzate il vostro corpo fisico, abbandonate la vostra tossicomania, le vostre dipendenze, imparate a riposarvi realmente e a mantenere un’attitudine gioiosa. Ricevete nutrimento dell’azione, divenendo consapevoli del processo di canalizzazione. Che la Grazia e la Pace siano con voi. “

Rileggerlo mi ha dato una sensazione di pace ed ha dato un’energia speciale a ciò che stavo cucinando.

TAGLIOLINI DI PASTA FRESCA ALLA CARBONARA VEGETARIANA

320 gr. Tagliolini freschi
4 uova
100 gr. di panna fresca
40 gr. di parmigiano grattuggiato
300 gr. di radicchio rosso
50 gr. di burro
q.b. Noce moscata
q.b. Sale
q.b. Pepe

Sgusciare le uova in una terrina ed aggiungere la panna, un pizzico di sale, una generosa manciata di pepe, un’abbondante grattata di noce moscata e il parmigiano grattugiato. Sbattere energeticamente con una forchetta fino a quando avrete un composto omogeneo. Copritelo con pellicola e tenetelo da parte. Lessate i tagliolini in abbondante acqua bollente leggermente salata; quando é ancora piuttosto al dente, spegnete il fuoco e aggiungete un bicchiere abbondante di acqua fredda in modo da fermare la cottura. Pulite, lavate, sgrondate e tritate grossolanamente il radicchio. Fate fondere il burro in una larga padella antiaderente, quando sarà spumeggiante, versatevi il composto di uova e lasciatelo rapprendere mescolando con una paletta finché sarà cremoso. Aggiungete la pasta ben scolata, il radicchio preparato, regolate di sale e pepate. Fate saltare il tutto a fuoco vivace per qualche istante mescolando finché la pasta risulterà perfettamente condita. Toglietela dal fuoco, suddividetela in 4 piatti, cospargetela con una manciata di pepe e servite.

Ricetta apparsa nella newsletter di QBSPACE di Venerdì 27 Febbraio 2010.

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