Stasera si festeggia il Capodanno Cinese, inizia l’anno del Coniglio, che tra l’altro è il mio segno zodiacale cinese. Termina il grande anno della Tigre con la Sua energia di Fuoco per fare posto alla nuova Linfa del Coniglio.
Secondo alcune tradizioni la vita dell’uomo è caratterizzata da cicli che durano 7 anni. 7 anni che segnano passaggi e cambiamenti. 7 anni fa mi sono sposata e da lì si sono alternati anni di leggerezza ed anni di dirompenti cambiamenti fino ad approdare al qui ed ora, l’unico tempo che conta.
In questi anni molte persone, lavori, cose sono entrati ed usciti dalla mia vita e tutti mi hanno lasciato qualcosa che ha aggiunto una sfumatura e una luce alla mia anima e per tutto questo provo Gratitudine.
Gratitudine per le scelte che ho fatto, per gli errori commessi, per essermi affidata alle mie intuizioni, per aver avuto il coraggio di fare un passo oltre alla paura per ascoltare la voce del Cuore, per essere uscita dai luoghi comuni alzando lo sguardo e allargando gli orizzonti.
Ho compreso che la Vita fa sempre il tifo per Noi e fa in modo che i desideri del Cuore siano;-) sempre realizzati e spesso utilizza delle maniere forti per aiutarci nei nostri intenti, quindi spesso reagiamo con grandi crisi mentre intorno crollano i muri di ciò che noi crediamo sicurezza.
La sfida di questi tempi senza certezze è un invito a trovare il centro non fuori da Noi ma dentro di Noi, un invito a prendere le proprie responsabilità e creare anche dal nulla.
Una cara amica ripete spesso: “fare con ciò che si ha nel momento presente”, non aspettando tempi migliori, attendendo risorse che al momento non si hanno. Viviamo troppo spesso o nel passato o in un ipotetico futuro e lasciamo il presente, l’unico tempo d’azione, senza fare nulla.
>Un Grande Amico, un Grande Uomo, un Grande Amante della Vita, ieri ha lasciato il pianeta Terra, per andare a danzare nel Cuore dell’Universo. Lui ora é lì che ride nell’immenso Oceano d’Amore, circondato da Anime Grandi e Splendenti in una ronda eterna, in una vivencia senza fine. Rolando ha donato la biodanza all’umanità trasformando la vita di migliaia di persone con la potente forza dell’Amore.
L’impossibile può succedere
Perché abbiamo più energia di quanta ne riceviamo. Abbiamo luce negli occhi e uccelli migratori Perché l’impossibile può succedere.
I nostri passi pieni di convinzione Per i labirinti dell’amore…
Argonauti per mari sconosciuti
Alla ricerca del vitello interiore Perché abbiamo l’energia del miracolo.
L’illusione, il germoglio e il rovere tagliato L’uragano col nome di donna E il cuore palpitando Anche senza amore Perché l’impossibile può succedere.
L’angelo azzurro del nostro letto Aspettando il suo nuovo destino Perché il miracoloso ha la faccia di angelo.
Abbiamo figli nel breve spazio di cento anni E il nostro amore è infinito.
Abbiamo una lettera d’amore tra le mani E campi di grano grandi e dorati In una spiga del sogno. Perché l’impossibile è il quotidiano.
Tratto dal libro Lo Imposible Puede Suceder (l’impossibile può succedere)
Onoro la Tua Anima e infinitamente ti dico GRAZIE.
>Venerdì 11 Settembre 2009 ho avuto la fortuna d’essere fra il pubblico del Festivaletteratura di Mantova nell’incontro Dal Gange al Ticino con Giuseppe Cederna e Pietro Laureano. Durante questo incontro Giuseppe ha letto una splendida poesia di Wistawa Szymborska che dedico alla mia amica Elena V.
L’ACQUA
Sulla mano mi é caduta una goccia di pioggia, attinta dal Gange e dal Nilo,
dalla brina ascesa in cielo sui baffi d’una foca, dalle brocche rotte nelle citta di Ys e Tiro.
Sul mio dito indice il mar Caspio è un mare aperto,
e il Pacifico affluisce docile nella Rudawa, la stessa che svolazzava come nuvoletta su Parigi
nell’anno settecentosessantaquattro il sette maggio alle tre del mattino.
Non bastano le bocche per pronunciare tutti i tuoi fuggevoli nomi, acqua.
Dovrei darti un nome in tutte le lingue pronunciando tutte le vocali insieme
e al tempo stesso tacere – per il lago che non è riuscito ad avere un nome
e non esiste in terra – come in cielo non esiste la stella che si rifletta in esso.
Qualcuno annegava, qualcuno ti invocava morendo. E’ accaduto tanto tempo fa, ed è accaduto ieri.
Spegnevi case in fiamme, trascinavi via case come alberi, foreste come città.
Eri in battisteri e in vasche cortigiane. Nei baci, nei sudari.
A scavar pietre, a nutrire arcobaleni. Nel sudore e nella rugiada di piramidi e lillà.
Quanto é leggero tutto questo in una goccia di pioggia. Con che delicatezza il mondo mi tocca.
Qualunque cosa ogniqualvolta ovunque sia accaduta, é scritta sull’acqua di babele.
In pasticceria ci sono tante delizie che illuminano gli occhi e si sciolgono nel palato. Ci sono torte, biscotti, creme, bicchierini, glasse, caramelle, praline e cioccolatini e ci sono i pasticcini. Dietro i pasticcini, c’è un laboratorio dove tanti giovani ragazzi lavorano, lavorano e lavorano dall’alba al tramonto, col caldo e col freddo, in estate e in inverno, a Pasqua e a Natale, sempre lì a dare, dare, dare e fare, fare, fare con una speranza mista ad illusione nel cuore che forse un giorno il loro padrone smetterà di fare il paperone pensando solo al suo soldone e finalmente arriverà l’illuminazione, oibò che dice l’articolo 4 della Costituzione:
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
e allora lì finalmente sarà quello che ora é solo utopia: un contratto di lavoro a norma di legge.
Molte storie la Vita mi racconta tutti giorni e oggi la mia riflessione vola a tutti coloro, soprattutto le generazioni dei 20 anni d’adesso, che non sono tutti droga, sballo e niente cervello, ma che tutte le mattine s’alzano col sorriso per andare a lavorare in posti dove lo sfruttamento é all’ordine del giorno, non esiste contratto e la maleducazione è il pane quotidiano che ricevono. “Non mollate! La Vita da e la Vita toglie in una Danza continua e nuove albe e nuovi giorni stanno arrivando per chi ha sempre basato la sua esistenza sull’Onestà, il Rispetto e la Verità del proprio Cuore.”
>Un motto di non ricordo chi, recita “Il Lavoro rende Liberi”. La Mancanza di Lavoro, la Crisi, la Paura del Futuro tutto questo lo respiriamo tutti giorni, ogni nostra singola cellula del nostro corpo lo respira. Con tutto questo abbiamo avuto un aumento della pratica di uno sport mondiale “il lamento”. Ci lamentiamo per tutto: perché fa caldo in estate, perché piove in autunno, per la fila alle poste, per il cane che abbaia. Tutto c’infastidisce condito da una buona dose d’apatia. Io non rinnego il periodo complesso che stiamo vivendo ma m’impegno ad andare oltre alla superficie e mi chiedo: “Perchè?” Di base Io sono un’ottimista perché ritengo che la vita é un dono, che c’è un perché al mio qui ed ora e che le prove che l’Universo ci da siano un mezzo per permetterci d’aprire nuovi orizzonti e vado avanti “facendo”. Viviamo in un mondo dove la dualità é la base: giorno-notte, bianco-nero, maschio-femmina, negativo-positivo. Anche nel momento più buio c’è la Sua controparte: la Luce e Noi abbiamo tutti mezzi e la capacità per dare la svolta, la chiave é nelle nostre mani e sempre a Noi sta la scelta. Il nostro vivere trova il suo senso nel viaggio, nel camminare sempre e comunque sia su terreni stabili che paludosi, nei giorni di sole che di tempesta ed anche in tempi dove i pazzi guidano i ciechi.
Fra qualche giorno compierò 34 anni e come al solito farò il “triudo” di festeggiamenti per il mio compleanno: perché Io amo festeggiare il mio compleanno. Una nuova candelina sulla torta é una nuova conquista! Se tiro le somme di questo anno passato mi dico: BRAVA! Brava perché ho vissuto, perché non sono stata ai bordi della vita ad aspettare non so bene cosa, ma ho camminato. La settimana scorsa ho seguito diversi incontri del Festivaletteratura di Mantova, uno di questi che mi ha particolarmente colpito è stato quello tenuto dal Prof. Domenico De Masi dal titolo “Il Coraggio del Sogno”. Durante questo incontro si parlava della Creatività ed il Prof. De Masi ha dato una bellissima definizione di Creatività: “La Creatività é Fantasia e Concretezza: Colui che realizza i sogni é concreto.” Questo sarà il nuovo motto che m’accompagnerà per questo nuovo anno di Vita.
Crescere vuol dire avere il coraggio di non strappare le pagine della nostra vita ma semplicemente voltare pagina. Crescere significa riuscire a superare i grandi dolori senza dimenticare. Crescere significa avere il coraggio di guardare il mondo e di sorridere. Crescere significa guardarsi indietro e abbracciare i ricordi senza piangere. Crescere è saper distinguere la realtà dai sogni. Crescere è sapersi rialzare dopo una brutta caduta. Crescere… non tutti hanno voglia di crescere… forse perché sono consapevoli delle difficoltà che incontreranno crescendo…
>Alle volte la Vita fa incrociare la nostra strada con situazioni che stimolano tutte le nostre risorse. Ci s’analizza, ci si guarda dentro ma soprattutto ci s’ascolta. Appunto ascoltarsi é una parte che richiede molto impegno da parte nostra, perché come mi ricorda spesso la mia amica Morgana “Molte volte Noi ce la raccontiamo”. Riflettendo su tutto questo mi sono venuti in aiuto gli appunti presi durante lo stage “Leadership e Amore” di biocoaching, con il mio maestro ed amico Ugo Rizzo, che mi hanno ricordato l’unicità di ognuno di Noi e che giudicare é un inutile dispendio d’energia. Il Giudizio: da dove nasce? Da dove arriva? Il Giudizio, Io lo immagino come un “Gremlins”
un mostricciattolo dispettoso che s’attaca come una zecca sia su chi lo crea, ma soprattutto su chi lo riceve. Giudizio una volta venuto alla luce é molto vivace e crea subito tanti amichetti che danno vita a situazioni e a realtà non delle più edificanti. Ma Giudizio non é immortale e Noi possiamo polverizzarlo con la nostra UNICITA’. Louise L. Hay ci ricorda che: “Nell’unicità non c’é competizione ne paragoni.”Oggi meditare su un brano di questa meravigliosa donna ha rimandato Giudizio al mittente in formato polvere per concimare il suo balcone di piantine di schemi mentali tossici. Io sono unico, così come lo é chiunque altro Siamo tutti un unico Spirito.Eppure il mio viso è un’espressione unica e diversa da tutte le altre del volto di Dio. Tu ed Io non dobbiamo affatto essere uguali. Sebbene tante persone vivano preoccupandosi di quello che penserà il vicino, io posso scegliere di seguire il mio cuore e lasciare che i vicini la pensino come vogliono. Io non sono né troppo in gamba né troppo dappoco, e non devo dimostrare quanto valgo a nessuno. Decido di amare me stesso per quella Espressione Magnifica, Divina che sono. Essere meè un’avventura eccitante! Seguo la buona stella che è dentro di me e risplendo della mia luce unica e speciale. Amo la vita!
>Abbondanza una parola che in questo periodo in cui aleggia la crisi é quasi completamente dimenticata. Sinonimi d’Abbondanza sono: profusione, ricchezza, generosità, dovizia , copia , subisso, grazia di Dio, larghezza, molteplicità, affluenza, quantità, eccedenza, esuberanza. Abbondanza é una parola che ti riempie la bocca a pronunciarla e per me, giocoliera di parole, trasmette un’energia di pienezza. Le parole hanno in Se un grande potere, prunciarle creano sensazioni che dentro di Noi creano realtà. Le parole sono magiche: le Streghe che pronunciano incatesimi lo sanno bene Le parole le usiamo per comunicare con il mondo, ma soprattutto per parlare a Noi stessi. Sono convinta che un strumento di successo che ognuno di Noi ha per affrontare i momenti di difficoltà che la vita ci regala sia a parlare a Noi stessi in termini ABBONDANTI. A questo proposito Louise L. Hay ci regala questa splendida riflessione: “La prosperità degli altri rispecchia la mia abbondanza. E’ la mia coscienza a determinare la mia prosperità. L’Unica Intelligenza Infinita mi dice sempre sì, e io dico sì a ogni bene. Il Reverendo Ike, famoso predicatore newyorchese, ricorda che quando passava di fronte a ristoranti lussuosi, belle case o auto sportive era solito dire ad alta voce, malgrado la sua povertà: “E’ per me, è per me”. Quando vedo l’abbondanza me ne rallegro e le faccio mentalmente spazio nella mia vita. Rendere grazie per ciò che possiedo già contribuisce ad aumentare i miei beni, il mio talento o la mia abilità e la mia salute. Riconosco la prosperità ovunque la vedo e me ne rallegro!”
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