>L’Acqua
ott 27 | by Betty |
>Venerdì 11 Settembre 2009 ho avuto la fortuna d’essere fra il pubblico del Festivaletteratura di Mantova nell’incontro Dal Gange al Ticino con Giuseppe Cederna e Pietro Laureano.
Durante questo incontro Giuseppe ha letto una splendida poesia di Wistawa Szymborska che dedico alla mia amica Elena V.
L’ACQUA
Sulla mano mi é caduta una goccia di pioggia,
attinta dal Gange e dal Nilo,dalla brina ascesa in cielo sui baffi d’una foca,
dalle brocche rotte nelle citta di Ys e Tiro.Sul mio dito indice il mar Caspio è un mare aperto,
e il Pacifico affluisce docile nella Rudawa,
la stessa che svolazzava come nuvoletta su Pariginell’anno settecentosessantaquattro
il sette maggio alle tre del mattino.Non bastano le bocche per pronunciare
tutti i tuoi fuggevoli nomi, acqua.Dovrei darti un nome in tutte le lingue
pronunciando tutte le vocali insiemee al tempo stesso tacere – per il lago
che non è riuscito ad avere un nomee non esiste in terra – come in cielo
non esiste la stella che si rifletta in esso.Qualcuno annegava, qualcuno ti invocava morendo.
E’ accaduto tanto tempo fa, ed è accaduto ieri.Spegnevi case in fiamme, trascinavi via case
come alberi, foreste come città.Eri in battisteri e in vasche cortigiane.
Nei baci, nei sudari.A scavar pietre, a nutrire arcobaleni.
Nel sudore e nella rugiada di piramidi e lillà.Quanto é leggero tutto questo in una goccia di pioggia.
Con che delicatezza il mondo mi tocca.Qualunque cosa ogniqualvolta ovunque sia accaduta,
é scritta sull’acqua di babele.


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